Depeche Mode, Songs Of Faith And Devotion (Mute Records, 1993).
E' un'album che ti perfora, nel vero senso della parola.
(sì, finalmente è mio, e posso giurare che lo consumerò a forza di ascoltarlo)
C'è un Dave diverso, in quest'opera, un Dave tatuato, con i capelli lunghi e la barba incolta, cupo.
E anche un Martin diverso, più tenero e rabbioso, profondo.
E' tutto un po' lontano da quell'aura che pervadeva Violator, qui le canzoni ti penetrano nella carne.
(non che prima non lo facessero, ma Violator è un album che cattura dopo diversi ascolti, e che poi ti si marchia a fuoco addosso)
Alcune, come Mercy In You, Rush, I Feel You, ti ci entrano a forza, dentro, e difficilmente ne escono.
Altre invece sono talmente delicate che vuoi che entrino in te (Judas, One Caress, Higher Love).
Si ha paura delle accuse ingiuste, della condanna (Walking In My Shoes, Condemnation), e si parla tanto di amore (nel senso ampio del termine), che sia esso tradito (Judas, Rush) o ardente e incomprensibile (Higher Love, I Feel You).
Quando esplode il riff di I Feel You (che, personalmente, a primo acchitto non mi ha preso più di tanto, ma non appena ho avuto sottomano la lyric ho cambiato subito idea) non hai idea di dove ti porterà l'ascolto, sai solo che devi proseguire; e questa canzone ti porta in alto.
E, difatti, giù di nuovo a terra, inaspettatamente, tra i pregiudizi e le ingiurie di Walking In My Shoes (splendida) e i cori leggermente gospel velati di minaccia che troviamo in Condemnation.
Mercy In You è una parabola della fiducia tradita, che sembra ricondurci alla cattiveria di Rush e alla simil-redenzione di Judas (so open yourself for me, risk your health for me, if you want my love), in balìa di uno splendido controcantato di Mart.
Continuiamo il cammino, e ci imbattiamo in In Your Room, che ci riporta su, in cima alle vette del mondo, ed è amore, quell'amore per cui si pende dalle labbra dell'altra, la devozione.
E Mart ne scrive, e Dave ne canta.
In Your Room, One Caress, Higher Love: amore allo stato puro.
E infine Get Right With Me, piccola perla di saggezza nell'*utilizzo* dell'uomo: inutile scusarsi, è solo uno spreco di energie.
Un continuo su è giù tra terra e cielo.
Crudo, vero, appassionato e reale.
Bellissimo.
scusate la piccola recensione, ma la merita ;_;